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Effettuata la prima seduta di cura delle articolazioni con cellule staminali

Nella giornata di ieri, mercoledì 31 luglio è stata effettuata la prima seduta di prelievo di cellule staminali dal tessuto adiposo per essere utilizzate subito dopo in un trattamento per la cura di problemi articolari.

Nello specifico si è trattato di quattro prelievi di cellule staminali mesenchimali dal tessuto adiposo addominale, su altrettanti pazienti sammarinesi (tre uomini e una donna), eseguiti all’interno del blocco operatorio dell’Istituto per la Sicurezza Sociale dall’equipe della UOC di Ortopedia, guidata dal dottor Lorenzo Ponziani. 

Successivamente, a distanza di circa 10 minuti dal prelievo e dalla lavorazione, le cellule sono poi state utilizzate sugli stessi pazienti, attraverso un trattamento infiltrativo nelle loro articolazioni (tre hanno riguardato l’anca e uno il ginocchio).

Tale procedura, completamente gratuita per gli assistiti ISS, viene infatti utilizzata per la cura delle degenerazioni cartilaginee in fase iniziale o appena avanzata, per contrastarne l’aggravamento, e, in alcuni casi, per  poter favorire la proliferazione di nuove cellule cartilaginee, sfruttando il potenziale rigenerativo delle cellule mesenchimali.

Si tratta dell’ultima frontiera nel campo della medicina rigenerativa applicata alle patologie degenerative articolari, che presenta al momento studi sperimentali in vitro e che mira a garantire una risposta sul piano biologico, più attiva in pazienti non avanti con gli anni.
Sui media e sui social c’è un gran fermento riguardo a questa procedura rigenerativa, con riferimenti a casistiche di pazienti, quasi sempre reclutati presso strutture private.

Lo scopo di utilizzare tale tecnica presso l’Ospedale di Stato di San Marino, è proprio quello di effettuare le infiltrazioni con cellule mesenchimali autologhe, prelevate cioè dagli adipociti dello stesso paziente, e valutare a distanza i risultati sia clinici che strumentali (con Risonanza magnetica nucleare di controllo a distanza). I distretti maggiormente interessati a questa sperimentazione saranno soprattutto l’anca ed il ginocchio, ma tale pratica rigenerativa potrebbe essere estesa anche ad altre articolazioni.


L’Ufficio Stampa – 01 agosto 2019



 
 
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